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Cessione del credito e sconto in fattura: come funziona

Con il Decreto Rilancio è possibile chiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito non solo per il Superbonus, ma anche che per Ecobonus, Bonus Ristrutturazione e Bonus Facciate. Vediamo cosa vuol dire e quali sono le differenze.

Il Decreto Rilancio, come già detto, ha introdotto un’importantissima novità nel settore dell’edilizia: la possibilità di scegliere, invece delle detrazioni fiscali, di chiedere lo sconto in fattura all’impresa o la cessione del credito a istituti di credito e intermediari finanziari per diverse agevolazioni fiscali, prima fra tutte il Superbonus 110. Capiamo di cosa si tratta e quali vantaggi offrono queste alternative.

Con le agevolazioni “classiche” è possibile portare in detrazione tutte o parte delle spese sostenute per gli interventi previsti dai bonus. Questo vuol dire che ogni anno, per più anni, saranno detratte dalle tasse delle rate di pari importo. Chiariamo con un esempio: immaginiamo che la ristrutturazione della tua casa sia costata 15.000 €. Beneficiando del Bonus Ristrutturazione, l’agenzia delle entrate ti restituirà il 50% delle spese sostenute (7.500 €) in 10 anni attraverso le detrazioni sulle tasse IRPEF. Quindi anticiperai l’intero ammontare delle spese ma ogni anno, per dieci anni, pagherai 750 € in meno di tasse. Nel caso in cui l’ammontare delle tasse da pagare sia inferiore alla detrazione, la differenza non ti verrà restituita. In questo caso, potrebbe essere più vantaggioso scegliere un’altra opzione.

Sconto in fattura e cessione del credito

Infatti in alternativa alla detrazione, come già anticipato, potresti scegli di richiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito, due soluzioni che consentono di monetizzare quasi subito il credito d’imposta e di cui possono usufruire anche gli incapienti, ossia i contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o che versano poche imposte IRPEF.

Precisamente, secondo quanto stabilito dall’Art. 121 del Decreto Rilancio, si può optare “in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.”

Cosa vuol dire e quali sono le differenze? L’articolo, in sostanza, afferma che è possibile cedere il proprio credito di imposta ad altri soggetti, come banche e intermediari finanziari, oppure a fornitori e imprese che, come Ristrutturare Casa, applicano lo sconto in fattura e che, a loro volta, possono cedere il credito di imposta maturato. Entrambe le soluzioni permettono di rientrare delle spese quasi immediatamente (in base ai tempi delle pratiche, in caso di cessione del credito) e di realizzare alcuni interventi a costi ridotti e, in caso di superbonus, addirittura gratis. Riprendendo il nostro esempio, quindi, potresti decidere di sfruttare lo sconto in fattura per ristrutturare casa. In questo caso spenderai 7.500 € invece di 15.000€ e il restante 50% lo anticiperà l’impresa che ha eseguito i lavori, la quale a sua volta potrà detrarre o cedere il credito a un’istituto finanziario.

Qualora optassi per lo sconto in fattura, inoltre, potresti richiedere all’impresa anche uno sconto “parziale”.  In questo caso il credito d’imposta è calcolato sull’importo dello sconto applicato. Facciamo un altro esempio pratico: immaginiamo che tu decida di realizzare un intervento trainante che da accesso al superbonus 110%, come ad esempio la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. A fronte di una spesa di 30.000 €, potresti chiedere all’impresa uno sconto di una sola quota, ad esempio pari a 10.000 €. L’impresa maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 €. Tu potrai far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 € (110% di 20.000 € rimasti a tuo carico) o scegliere di cedere questo importo a banche o altri soggetti.

Nel caso in cui più soggetti sostengano delle spese riguardanti gli interventi realizzati, come ad esempio per interventi condominiali, ognuno potrà decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, indipendentemente dalle scelte degli altri beneficiari.

 

Sconto in fattura: a quali interventi si applica

L’articolo 121 del Decreto Rilancio specifica quali sono gli interventi  che beneficiano dello sconto sconto in fattura e della cessione del credito, ovvero “le spese relative agli interventi di:

a) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico a) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

c) adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;

d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;

e) installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;

f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119″.

In pratica è possibile richiedere lo sconto in fattura per:

  • Superbonus 110%
  • Bonus Ristrutturazioni: per interventi di manutenzione straordinaria (e ordinaria sulle sole parti comuni condominiali), restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
  • Ecobonus al 50%/65%: per la sostituzione della caldaia a condensazione, del condizionatore, degli infissi, installazione del cappotto, dei pannelli solari ecc.;
  •  Sismabonus, sugli edifici edificati nelle zone sismiche 1, 2 e 3;
  • il Bonus Facciate;
  • la sostituzione o la nuova installazione di impianti fotovoltaici e relativi accumuli;
  • la posa di colonnine per la ricarica delle auto elettriche (beneficiano delle detrazioni al 110% se installate contestualmente ad uno dei tre interventi trainanti del Superbonus).

Restano esclusi dallo sconto in fattura, il bonus mobili e il bonus verde.

 

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